Quante volte ho sentito dire che per un thailandese se una cosa non è
gradevole non viene eseguita, quante volte ho sentito che il lavoro per i
thai è un divertimento... sarà anche vero, non ho concreti motivi
per affermare il contrario, se non un mio profondo scetticismo derivante dall'osservazione
di alcuni fatti che provo ad esporre: probabilmente a causa della elevata
temperatura i camion della nettezza urbana sono particolarmente puzzolenti,
quando arrivano appestano pesantemente l'aria circostante e mentre una parte
dei lavoranti addetti vi trasferisce il contenuto dei bidoni famigliari, già
solitamente in decomposizione, altri, fanno immediatamente di questi contenuti
una cernita, non ho mai capito se per motivi di suddivisione ecologica o nella
speranza di trovarvi qualcosa di utile (propendo comunque per quast'ultima). Un lavoro estremamente umile e reso
ancor più sgradevole dalle inesistenti condizioni igieniche e, senz'altro,
da una retribuzione certamente non adeguata nemmeno ad un risarcimento di
carattere etico. Con tutta la più buona volontà non riesco a
credere che questo possa essere un lavoro con elementi di gradevolezza, se
non di divertimento...
E lo stesso penso di chi lavora alla manutenzione delle strade, al sole tutto
il giorno che qui picchia senza pietà e che i thai odiano profondamente,
coprendosi in modo totale usando anche passamontagna di lana per ripararsi,
e spesso, se già non bastasse, alle prese con l'asfalto liquido che
rende ancor più l'aria irrespirabile...
Lo stesso discorso vale per i lavoratori dell'edilizia, anche loro tutto il
giorno a costruire case che non abiteranno mai, e vivendo in infami baracche di compensato e lamiera
appositamente costruite al margine del cantiere stesso, dove una famiglia
ha uno spazio di 3 (tre) metri quadrati...
Credo che non possano fare eccezione i contadini che lavorano faticosamente
la terra con strumenti arcaici per una paga giornaliera equivalente al costo
di due birre, con i piedi spesso deformati dalle punture degli insetti e dalle
sanguisughe presenti nelle risaie.
In una guida turistica che si proponeva di sostenere l'oggetto di queste righe,
riportava che la verifica della gratifica del lavoro svolto è data
dai canti che molto spesso accompagnano il lavoro dei contadini!
Come accennavo all'inizio, non ho mai chiesto a un lavoratore della nettezza
urbana se è gratificato dal proprio lavoro, e nemmeno l'ho fatto con
le altre categorie di lavoratori descritti, mi basta guardarli in viso per
vedere (ma forse sono presuntuoso) il segno della fatica senza tracce di gratificazione,
inoltre tutto questo per la semplice sopravvivenza senza nessuna speranza
di un possibile cambiamento vicino o lontano.
Mi piacerebbe che i sostenitori di questo fantomatico sadismo dei thai provassero
a fare questi lavori per vedere che effetto che fa, e a chi aggiunge di vedere
la conferma gratificante nei canti gli vorrei suggerire che anche le mondine
di italiana memoria cantavano durante i lavori nelle risaie, ma non per gioia,
bensì per trovare la forza per sopportare giornate di lavoro durissimo...
e così era per gli scariolanti del Polesine... e per gli schiavi delle
piantagioni di cotone. Potrei proseguire ma credo che basti così.
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8 Febbraio, 2007
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