
Maggio 2007
Il presente testo è composto dai seguenti argomenti:
Preparazione del viaggio e partenza
(con foto di Vientiane);
Vientiane
(con foto di Vientiane);
Luang Prabang
(con foto di Luang Prabang);
Impressioni
(con foto del Mekong e cascate Kuang-Si);
Osservazioni antropologiche inevitabili
(con foto del Mekong e grotte Pak-Ou).
Luang Prabang, antica capitale, è una graziosissima cittadina pianeggiante in mezzo alle montagne e sulla riva sinistra del Mekong. Le particolarità urbanistiche delle viuzze, ai cui lati vi sono case in legno con caratteristiche terrazze; strade con marciapiedi in mattoni e la pulizia ovunque, sono certamente fra le motivazioni che l'hanno resa località protetta dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.

Non indico la Guest House dove abbiamo alloggiato perché decisamente sotto le aspettative minime, però, con il senno del poi, consiglio di portarsi in via Souvanbaniang che si trova in zona centrale e in riva al Mekong, dove le Guest House sono moltissime, e lì fare la propria scelta.

Per quanto riguarda i ristoranti, anche di quelli non è necessaria nessuna indicazione per il semplice motivo che abbiamo mangiato in modo ottimo e abbondante un po’ ovunque, segnalo solamente il Blue Lagoon in via Ounheuan per l’eleganza del locale e la presentazione raffinata degli ottimi piatti cucinati da Peter, il cuoco tedesco.

Luang Prabang è l’ideale per una vacanza tranquilla e riposante, passeggiando sia nelle caratteristiche viuzze che ricordano vagamente i nostri paesetti alpini, e per i molti mercatini che vengono allestiti ogni pomeriggio nelle stradine centrali.

Le visite da effettuare sono le seguenti:
La scalinata che porta alla sommità della collina Phousi si trova nel centro cittadino, di fronte al Museo reale, per giungere in cima ci sono 328 gradini che si snodano in mezzo agli alberi mitigando così un po’ la fatica della salita. Sulla cima si trova il Vat Chamsi e si gode una bellissima vista della cittadina, dell’aeroporto, del Mekong e dell’affluente Kham. Consiglio di scendere dalla parte opposta, la cui scalinata è costeggiata da molte statue di Budda.

Fra i 30 templi (Vat) sparsi per la cittadina abbiamo visitato il Xieng Thong, considerato il più interessante.
Il Palazzo Reale si trova nel centro cittadino, in via Sisavangvong.
Le Grotte di Pak Ou si trovano a 25 chilometri da Luang Prabang e sono raggiungibili noleggiando una barca a motore. E’ certamente una escursione suggestiva e durante il percorso si visitano un paio di villaggi dove producono (e vendono) tessuti filati al telaio manuale, carta di riso e distillati in bottiglia, alcune delle quali sono corredate anche di relativo serpentello, o scorpione, o geko, o scolopendra, la cui presenza darebbe all’alcol poteri terapeutici. Le grotte non sono particolarmente belle, ma nel complesso la passeggiata è certamente meritevole. In prossimità delle grotte, sull’altra sponda del Mekong, immerso in un bellissimo paesaggio silvestre, c’è anche un ristorantino dove è possibile effettuare il pranzo.

Le cascate di Kuang-Si si trovano a 37 chilometri ed è possibile raggiungerle via terra o fluviale. Consiglio senza dubbio di raggiungerle navigando sul Mekong e poi percorrere gli ultimi chilometri con un mezzo di terra della cui disponibilità si occuperà il barcaiolo. Un grande piazzale in prossimità delle cascate serve come parcheggio per i mezzi e alle numerose bancarelle per offrire i loro prodotti, non mancano alcuni ristorantini per rifocillarsi. La cascata principale è raggiungibile da una breve strada asfaltata che si percorre a piedi, in alternativa consiglio di prendere il primo sentierino sterrato a destra che porta alla cascata attraverso un percorso di bellezza straordinaria che si snoda in mezzo alla rigogliosa vegetazione, in un paesaggio a piccole terrazze che formano molti laghettini con innumerevoli cascatelle in alcuni dei quali è anche possibile fare il bagno.
Probabilmente l'acqua contiene particelle di una roccia calcarea sedimentaria chiamata Travertino che si deposita ovunque nel suo percorso, infatti nei tronchi caduti nell'acqua è possibile scorgere questo minerale che col tempo li avvolge pietrificandoli, inoltre lo stesso Travertino è probabilmente “l'autore” di questo paesaggio fatto di innumerevoli pozze d'acqua e cascatelle a terrazze situate su livelli diversi, generate attraverso una continua accumulazione di calcare che ostruisce le vie di deflusso, costringendo l'acqua a trovarne di nuove, in un infinito ripetersi di occlusioni seguiti da nuovi sbocchi che modificano costantemente il micropaesaggio.

Raggiunta la cascata principale è possibile proseguire per un piccolo sentiero laterale che si inerpica sulla fiancata della montagna, raggiungendo la sommità del salto d’acqua.
Probabilmente siamo capitati in quella zona nel periodo degli accoppiamenti delle farfalle che ci hanno riservato uno spettacolo bellissimo e mai visto in precedenza. In alcuni momenti ci si trovava in mezzo a moltissime farfalle svolazzanti che producevano delle processioni nelle quali si rincorrevano e si dividevano in piccoli sciami, per poi ricongiungersi dopo pochi minuti: uno spettacolo indimenticabile.

Questa è certamente l’escursione più bella, ma non mancano altre possibilità di navigazione di affluenti del Mekong su piccole piroghe e a contatto di una vegetazione straordinariamente lussureggiante.
In via Sisavangvong, la strada principale, si trova un’agenzia che organizza anche escursioni nella giungla a dorso d’elefante o a piedi.
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24 Luglio, 2007
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