Phuket è un'isola situata molto vicino alla terra ferma e ad essa è collegata con due ponti paralleli di circa un chilometro di lunghezza, l'altro lato dei ponti si trova nella provincia di Phang-Nga.
Siamo
partiti in macchina da Rawai, all'estremo sud di Phuket, alle otto di mattina
con destinazione Phang-Nga Bay, situata nel golfo delimitato ad Ovest da Phuket
e ad Est da Krabi. La zona è ricca di formazioni calcaree formatesi
circa 10.000 anni fa durante l'ultima glaciazione che ha lasciato innumerevoli
meravigliosi isolotti e faraglioni, che sorgono dal mare come immensi monoliti
creando un maestoso scenario di straordinaria bellezza che, credo, si possa
collocare tra le maggiori bellezze del pianeta.
Lo
spettacolo è suggestivo e surreale, merita certamente una visita.
La distanza di Phang-Nga da Rawai è di circa 100 chilometri, la strada molto bella e a due corsie per ogni senso di marcia. Viaggiando tranquillamente per gustarci il panorama abbiamo impiegato un'ora e mezza per raggiungere il molo d'imbarco.
Non abbiamo adottato un viaggio organizzato che avremmo potuto trovare presso qualunque agenzia viaggi di Phuket o anche direttamente nella stessa città di Phang-Nga, ma abbiamo preferito una scelta individuale che ci permettesse di utilizzare i tempi da noi preferiti e anche di essere fuori dalla ressa dei turisti di questi giorni. La nostra scelta si è anche rivelata come la più economica e, senz'altro, la più gradevole: mentre io e Lamniae avevamo una imbarcazione tutta per noi, che eseguiva anche le deviazioni che richiedevamo, vedevamo gli altri stipati come sardine su imbarcazioni che dovevano rispettare rigorosamente percorsi e tempi.
Giunti
ad Amphoe Takua Thung, alcuni chilometri prima della città di Phang-Nga,
in un grande incrocio regolato da semaforo, abbiamo trovato le indicazioni
per Phang-Nga Bay, quindi abbiamo lasciato la strada principale girnado sulla
destra in direzione della baia. Fatti alcuni chilometri una indicazione ci
direziona in una stradina sulla destra che ci porta direttamente all'imbarcadero
dove abbiamo noleggiato una Long Tail per 1.000 Baht (prezzo applicato per
una o due persone), pressapoco la stessa cifra che avremmo pagato con
un viaggio organizzato, mentre nell'eventualità di una comitiva più
numerosa, ad esempio di sei persone, il prezzo complessivo sarebbe stato di
1.200 Baht, quindi con un risparmio veramente notevole. Una cosa da non sottovalutare
è la presenza sull'imbarcazione di giubbotti salvagente, onde evitare
che una improvvisa perturbazione possa trasformare una bella giornata in tragedia.
Siamo
quindi partiti fra i bellissimi canali di mangrovie che fanno da contorno
agli innumerevoli faraglioni che si ergono dritti dal mare in prossimità
della costa, la cui composizione calcarea ha prodotto molte grotte con incantevoli
stalattiti e stalagmiti, alcune delle quali sono esplorabili solamente con
piccole imbarcazioni tipo canoa sul cui fondo bisogna distendersi per potervi
entrare. Naturalmente con il tipo di imbarcazione noleggiato da noi abbiamo
dovuto rinunciare a queste grotte, vedendo solo quelle più alte, in
compenso abbiamo potuto scostarci maggiormente dalla costa ed entrare in mare
aperto per raggiungere bellissimi faraglioni più distanti fino a raggiungere
Ko Tapu, più conosciuta come James Bond Island per via di alcune scene
del film L'uomo con la pistola d'oro che vi sono state girate.
Indubbiamente
Ko Tapu e il famoso faraglione che si trova a poche decine di metri dalla
spiaggetta formano una coppia di stupenda bellezza, valorizzate anche dall'essere
diventati Parco nazionale. Inoltre il fatto che vi siano state girate le scene
con Roger Moor li hanno resi molto famosi e una delle mete obbligate
dei pellegrinaggi delle comitive, per cui, di conseguenza, lo sbarco
per farvi visita è a pagamento: 20 Baht per i thailandesi e 200 per
gli stranieri. Comunque ne vale la pena anche se alle spalle della piccola
spiaggetta sono stati installati numerosi chioschi di oggettini vari che ne
degradano un po' la bellezza. All'isola vi si accede attraverso un lungo pontile
su palafitte e poi, attrverso scalinate scavate nel fianco della roccia calcarea,
si raggiunge la spiaggetta.
Sulla strada per il ritorno ci siamo fermati al villaggio dei pescatori (zingari del mare), anche quella ormai tappa obbligata per le frotte di turisti che visitano la zona. Lo spettacolo di queste costruzioni in legno su palafitte è molto carino ma attraccando ci si accorge che ormai i pescatori si sono convertiti al turismo in modo completo e ad attenderci troviamo una lunga fila di ristoranti con centinaia di posti a sedere. La sorpresa maggiore però è stato il conto presentatoci che è stato molto alto rispetto ad altre località anche altamente turisticizzate. Tre semplici pasti (l'ho offerto anche al nostro accompagnatore): riso, seppie in salsa agrodolce, una tazzina di zuppa (Tom Jam Kum) e tre bottigliette di acqua che sarebbero costate normalmente dai 300 ai 400 Baht complessivi, sono invece costati 1.200 Baht. Un altro aspetto un po' disturbante è il continuo andirivieni di imbarcazioni a motore che producono un notevole frastuono, sì che sembra di essere in un cantiere...
In
prossimità della costa ci siamo nuovamente addentrati nell'incantevole
labirinto dei canali di mangrovie fino a raggiungere il punto dal quale eravamo
partiti.
Lascio alle immagini il compito di esprimere meglio delle mie descrizioni la bellezza di Phang-Nga Bay, anche se non possono rendere la medesima emozione di esserci. Purtroppo, come già nel viaggio a Krabi, la maggior parte delle foto che ho fatto hanno una forte predominanza blu che non capisco a cosa sia dovuta, la macchina che uso (Casio Exilim) è nuova e in molte altre occasioni non manifesta questo problema, per cui ho dovuto ritoccarle tutte per renderle un po' più accettabili.
Puoi sfogliare la rassegna fotografica qui sotto, buon divertimento...
Questa
pagina č stata creata il 7 Gennaio 2006, l'ultima modifica è del:
5 Novembre, 2006
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