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informazioni su PhuketLa società di Phuket

L'intenso sviluppo turistico degli ultimi decenni ha richiamato sull'isola di Phuket oltre 200.000 thailandesi da tutte le province, mescolando così le usanze e le etnie di tutto il paese, quindi in nessun luogo, così come a Phuket, quando si parla della società si può parlarne in modo completo, per cui le generalizzazioni delle righe che seguono, che si riferiscono complessivamente al Paese, nella specificità di Phuket sono ancora più mirate.

Contadina a Phuket L'aspettativa di vita media in Thailandia è di 69 anni, la più alta del Sud-est asiatico continentale. Tuttavia è stato stimato che solo il 59% dei cittadini thailandesi ha accesso ai servizi sanitari locali; sotto questo profilo la nazione precipita al 75° posto a livello mondiale, superata perfino da paesi con redditi nazionali inferiori come il Sudan e il Guatemala. C'è solo un medico ogni 4.166 abitanti, e il tasso di mortalità infantile è di 31 decessi ogni 1000 nati (per i paesi confinanti. il tasso varia dai 110 ogni 1.000 in Cambogia ai 12 in Malesia). La Thailandia ha una popolazione relativamente giovane; solo circa il 12% dei suoi abitanti ha infatti superato i 50 anni di età e il 6% ha più di 65 anni.
Danzatrice di PhuketSecondo il più recente Human Development lndex (indice di sviluppo umano) delle Nazioni Unite, alla Thailandia viene assegnata la valutazione complessiva di 69,5, leggermente superiore alla media (67,5) dei paesi a 'sviluppo umano medio'.

La maggioranza Thai
Circa il 75% della popolazione thailandese appartiene al gruppo etnico thai, suddiviso in quattro etnie fondamentali: Thai del centro o Siamesi del delta del Chao Phraya (la regione più densamente popolata del paese); Thai Lao del nord-est; Thai Pak Tai della Thailandia meridionale; e Thai del nord. Ogni gruppo parla un diverso dialetto thai e, entro certi limiti, ha usanze proprie. Dal punto di vista politico ed economico, i Thailandesi del centro rappresentano il gruppo dominante, sebbene siano di poco più numerosi dei Thai Lao del nord-est.

Commesse a PhuketI Cinesi
I Thailandesi di origine cinese costituiscono l'11% della popolazione; sono per lo più Hakka, Chao Zhou, Hainanesi o Cantonesi di seconda o terza generazione, Nel nord è presente anche un numero piuttosto significativo di Hui-Cinesi musulmani che emigrarono dallo Yunnan in Thailandia alla fine del XIX secolo per sfuggire alla persecuzione etnica e religiosa perpetrata dalla dinastia Qing.
Diversamente da quanto accade in altri paesi del Sud-est asiatico, in Thailandia i Cinesi hanno buoni rapporti con la popolazione autoctona, in parte per ragioni storiche e in parte per la tradizione di tolleranza dei Thai nei confronti delle altre culture -ad eccezione di un'ondata di nazionalismo anticinese scatenatasi durante il regno di Rama VI (1910-1925).
Rama V fece addirittura infiltrare uomini d'affari cinesi nelle compagnie commerciali europee, manovra che contribuì a sventare le mire coloniali europee nel paese. Le figlie delle famiglie cinesi più facoltose furono introdotte a corte come spose, allargando i rapporti con la famiglia reale e arricchendo di sangue cinese la linea di successione.

Studenti di PhuketLe minoranze
La seconda grande minoranza etnica residente in Thailandia è quella malese (3,5%), che si raccoglie per lo più nelle province di Songkhla, Yala, Pattani e Narathiwat. Il restante 10,5% della popolazione è suddiviso tra gruppi minori di lingua non thai come i Vietnamiti, i Khmer, i Mon, i Semang (Sakai), i Moken (chao leh, o 'zingari del mare'), i Htin, i Mabri, i Khamu e numerose tribù delle colline.
Una piccola rappresentanza di Europei e di altri cittadini di nazionalità non asiatica risiede a Bangkok e nelle province il loro numero complessivo non è registrato poiché pochissimi hanno lo status giuridico di immigrati

Bambine di PhuketIstruzione
In Thailandia il tasso di alfabetizzazione è pari al 93,8%, uno dei più elevati di tutto il Sud-est asiatico continentale. Nel 1993 il governo ha prolungato la durata della scuola dell'obbligo da 6 a 9 anni, e nel 1997 un decreto governativo ha stabilito che tutti i cittadini hanno diritto di frequentare gratuitamente la scuola pubblica per I2 anni.
Nonostante all'istruzione sia conferito un alto valore come mezzo per raggiungere il successo, il sistema spesso predilige, a più livelli, l'apprendimento meccanico rispetto al pensiero critico indipendente.
Il sistema scolastico pubblico thailandese prevede 6 anni di ciclo primario che comincia all'età di 6 anni, seguito da 6 anni di ciclo secondario e quindi dal livello della scuola superiore. In realtà, la media nazionale non supera i 9 anni di istruzione.
Questa statistica non tiene in considerazione l'istruzione fornita dai monaci buddhisti nei Wat (templi-monasteri) delle aree rurali più remote, dove l'apprendimento nei monasteri è spesso l'unica forma di istruzione disponibile.
Le scuole private internazionali frequentate dagli stranieri e dall'élite locale sono concentrate a Bangkok e Chiang Mai, e in misura minore in altri grandi capoluoghi di provincia. In Thailandia ci sono 12 università pubbliche e 5 private, oltre a numerose scuole commerciali e facoltà tecniche.
Un diploma che abiliti all'insegnamento si può ottenere frequentando un programma di due anni post-mathayom presso uno dei numerosi college dislocati in tutto il paese. Due atenei thailandesi, la Thammasat University e la Chulalongkorn University, sono entrati nel novero delle 50 università asiatiche più prestigiose.

LamniaeSocietà e costumi locali. Cultura tradizionale
Quando gli stranieri parlano di 'cultura thailandese' si riferiscono a un complesso di usanze che affonda le proprie radici nella storia della migrazione thai attraverso tutto il Sud-est asiatico e che condivide molti aspetti con i Lao del confinante Laos, gli Shan del Myanmar nord-orientale e i numerosi gruppi tribali thailandesi presenti in regioni isolate, da Dien Bien Phu (in Vietnam) fino ad Assam (in India). Ma in nessun luogo come in Thailandia, la patria più estesa dei Thai, tali norme sono più diffuse.
Quasi tutte le etnie presenti in Thailandia, di origine thai o meno, sono state in maniera diversa assimilate dalla maggioranza dei Thailandesi. Sebbene la Thailandia sia la più 'modernizzata' delle società thai esistenti (più precisamente austro-thai), le derivazioni culturali sono evidenti praticamente in ogni aspetto della vita quotidiana, Quegli aspetti che potrebbero essere definiti di 'occidentalizzazione' - vale a dire il fatto di indossare i pantaloni al posto del phaakhamaa (una sorta di lungo pareo), la presenza di automobili, cinema e supermercati americani - dimostrano come la Thailandia abbia adottato e adattato alle proprie esigenze strumenti nati fuori dai propri confini.
Tali adattamenti non rappresentano necessariamente una perdita culturale, Ekawit Na Talang, studioso della cultura thailandese e capo della Commissione nazionale della cultura, definisce la cultura 'il sistema di pensiero e di comportamento di una particolare società - qualcosa di dinamico e mai statico'. Talang e altri esperti di cultura a livello mondiale concordano sul fatto che sia paradossale cercare di proteggere una cultura dalle influenze straniere, dal momento che le culture non possono sussistere senza l'influenza di agenti esterni, la cultura si evolve naturalmente via via che le influenze esterne vengono sottoposte a processi di naturalizzazione. In questa ottica, il tentativo di mantenere 'pura' una cultura porterà alla fine all'indebolimento della cultura stessa. Come ha teorizzato Talang, 'qualsiasi cosa sia obsoleta, il popolo la rifiuterà, e qualsiasi cosa abbia un ruolo significativo nella vita, il popolo la adotterà e la renderà parte della propria cultura'.
I Thailandesi stessi non hanno una parola che corrisponda al termine 'cultura'. L'equivalente che più gli si avvicina, ,wàthànàtham, si riferisce più al campo delle belle arti e dei riti cerimoniali che ad altri aspetti che tale concetto in genere abbraccia. Pertanto se chiedete a un Thailandese di darvi una definizione della sua cultura, probabilmente vi parlerà di architettura, cucina, danza, festival e simili La religione -che ovviamente esercita una forte influenza sulla cultura intesa in senso occidentale - è considerata per lo più separata dal wàthànàtham.

Venditrice ambulante a Phuket Venditore ambulante a Phuket

Festività e manifestazioni popolari che si tengono a Phuket

Festa Vegetariana: si tiene nei primi 9 giorni del nono mese lunare del calendario cinese. In genere tra la fine di settembre e i primi di ottobre.

Inaugurazione della stagione turistica: si celebra il primo giorno di Novembre a Patong, con sfilata di carri allegorici e spettacoli vari sul lungomare.

Loi Krathong: in novembre, durante la notte di plenilunio su tutti i fiumi, i laghi e i canali thailandesi vengono fatte galleggiare piccole ceste con fiori, incenso e candele.

Prossimamente aggiungeremo in questa pagina altre feste locali

 

 

Un problema locale (ma non solo)

A causa dello sviluppo ineguale nelle varie aree del mondo, in alcuni Paesi, e fra questi la Thailandia, la vita non è sempre facile per gli abitanti locali. L'ecomia prevalentemente agricola e la temperatura equatoriale rendono il lavoro particolarmente gravoso che si aggiunge ad una già deprimente remunerazione che molte volte permette solo il perpetuarsi della vita quotidiana senza nessuna possibilità di migliorare la propria condizione nel futuro.
Questa situazione genera un abbandono dei villaggi rurali con esodi verso le zone che offrono un pur vago miraggio di emancipazione dalle difficoltà quotidiane, così che, ad esempio, si presume che Bangkok abbia circa 12 milioni di abitanti. Anche Phuket, con il suo imponente sviluppo turistico, è diventata una zona di forte immigrazione dove molti giovani del Nord vengono a cercare la soluzione ai propri problemi e con la speranza di riuscire anche a mantenere i familiari rimasti al villaggio.
Non tutti però riescono a trovare il lavoro sognato, e fra quelli che lo trovano non sempre riescono a mantenere gli obiettivi prefissati: un po' per le retribuzioni molto basse, un po' per i cedimenti alle sirene del consumismo che trovano nelle zone turistiche, ma anche per la generalizzata mancanza di capacità nel gestire la loro piccola economia quotidiana. Di fatto una parte non migliora la propria condizione e continua una vita "riprodotta giorno per giorno", a volte addirittura peggiorandola.

Questa situazione di incertezza e la preoccupazione di una vecchiaia conseguentemente dubbia, si ripercuote a volte nella cultura e nei sentimenti, specialmente femminili, fascia più debole della società, quando si confronta con i turisti occidentali e il loro standard di vita, per cui si materializza la metafora del "Principe azzurro". E non importa che nella realtà l'occidentale non sia poi propriamente "principe" e, tantomeno, "azzurro" (fuor di metafora: nè ricco nè bello); l'obbiettivo sognato per molte ragazze e donne è un marito "farang", termine col quale vengono definiti gli stranieri occidentali.

A questo proposito abbiamo avuto da parte di Sangwarn Phimphakhun (più semplicemente Mem), la domanda di pubblicarle una richiesta di matrimonio che abbiamo accolto, quindi chi fosse interessato può vedere la pagina che abbiamo allestito:

Mem cerca marito...

Da parte nostra le facciamo i migliori auguri

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