Chi viene in Thailandia, specialmente la prima volta, rimane certamente colpito dagli innumerevoli sorrisi che riceve in ogni luogo e in ogni occasione. Per chi non è mai venuto faccio un solo esempio: se ci soffermassimo a guardare una graziosa ragazza e questa incrociasse il nostro sguardo, ci risponderebbe con un largo sorriso e un accenno di saluto con un piccolo inchino del capo. In occidente probabilmente riceveremmo un seccato insulto.
Chi invece col tempo ha maturato una esperienza più lunga della realtà thailandese è preso dal dubbio (e a volte anche certezza) che, al di là delle apparenze, lo "smagliante e onnipresente sorriso" dei thai, in realtà perda molto del suo spontaneo fascino acquisendo in sostituzione un aspetto formale che i thai usano come riflesso condizionato "buono per ogni occasione" e quindi senza quello "slancio emozionale" attribuitogli dal contatto superficiale tipico dei turisti.
Questo dubbio viene confermato dalla cultura thai per cui, delle molteplici espressività facciali possibili, sono consentite solo quelle normali e sorridenti, mentre le altre espressioni (sorpresa; stupore; perplessità; contrarietà; arrabbiatura...) sono considerate inopportune (fatta eccezione per le innumerevoli telenovele in TV nelle quali se ne fa uno sperticato uso!!!).
Quindi stando così le cose diventa indubbiamente vero che l'impressione che colpisce "al primo impatto" è certamente spropositata rispetto alla reale valenza del gesto, ma altrettanto sproporzionata è la "certezza" raggiunta da alcuni che squalifica completamente questo comportamento. Anche se, specialmente nelle zone turistiche, se ne fa certamente un uso diffusamente interessato.
Necessariamente il sorriso thai va spogliato dell'idealismo superficiale di cui viene ammantato in un primo approccio, e infatti il problema principale non sta nel soggetto (il sorriso) ma nella sua interpretazione (dei turisti) non supportata dalla necessaria conoscenza culturale che gli attribuirebbe la giusta collocazione. Ma l'interpretazione superficiale non si esaurisce da sola, è vero che la quantità del tempo che si trascorre in Thailandia pone allo scoperto alcuni aspetti non immediatamente rilevabili, ma a volte si inciampa nell'opposto, saltando a piè pari quelle sfumature che potrebbero sembrare insignificanti, mentre invece sono estremamente importanti.
Provo a spiegarmi con alcuni esempi:
1) sappiamo tutti che nell'ambito lavorativo gli eventuali problemi personali vanno dimenticati per dedicare ai clienti quella "sorridente cortesia" che si aspettano e, molto spesso, indispensabile per condurre a termine una buona trattativa;
2) ognuno di noi avrà ricevuto almeno una volta una telefonata tramite la quale ci veniva proposto l'acquisto di un bene o di un servizio e non sarà certamente sfuggito il tono conciliante, o commovente, o accorato, della telefonatrice agguerrita. Quella signorina tanto gentile non si comporta così per indole personale, o per scelta deontologica: si comporta così perché le hanno fatto frequentare un corso in cui la si addestrava esplicitamente a comportarsi così, avendo rilevato che questo apportava maggiori vantaggi alla ditta;
3) e quando si entra nell'albergo prenotato per le nostre ferie, il personale si adopera sorridente per farci sentire come a casa e nel contempo veniamo rassicurati come fossimo i padroni;
4) ma ancor prima, sull'aereo, il sorriso delle hostess è immancabile, ci "coccola" per rassicurarci dalle paure che molti hanno del volo, ma nel contempo è moderatamente sobrio e, all'occorrenza, può (deve) diventare rigoroso. Anche questo è il frutto di un addestramento che permetta di affrontare ogni situazione si presenti.
Ho fatto questi esempi prendendoli dal mondo lavorativo perchè in occidente sono forse gli unici modi della vita sociale (escludendo amici e parenti) che permettono di ricevere sorrisi, ed è indubbio che la motivazione che vi sta dietro è di percepire un utile da parte di chi li offre, però, al di là delle ragioni, è innegabile che una commessa sorridente ci gratifica di più di una scorbutica, e questo vale anche per gli altri esempi proposti.
Quindi, anche se un sorriso è il risultato di un apprendimento finalizzato a metterci a nostro agio per ottenere da noi qualcosa, è certamente gradito e apprezzato (pur nei dovuti limiti), e... per quale strano motivo non dovrebbe essere gradito e apprezzato il sorriso thai che, molte volte, non è nemmeno finalizzato a venderci alcunché?
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11 Febbraio, 2007
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